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Martin Errichiello e Filippo Menichetti – In quarta persona

In quarta persona

Una larga parte della storia politica Italiana degli ultimi cinquant’anni è pubblicamente avvolta nel mistero. Ad oggi, alcune delle storie e degli eventi che l’hanno segnata restano inconfessati, censurati, rimossi, nel peggiore dei casi. Da Nord a Sud, il paese si ritrova spesso unito nel nome della dimenticanza.

La Memoria (nel senso di praticare la Memoria) rappresenta dunque un potente mezzo per le persone nel ricostruire un’identità oggi più che mai frammentaria, nell’evocare legami smarriti, nel reclamare ciò che è stato sottratto o dimenticato. In questa luce, “In quarta persona” (pro)pone un’osservazione dinamica e critica della storia recente della Calabria come cifra ideale nell’esplorazione visiva del suo presente.

Lo spazio geografico viene mappato, attraversato e rielaborato come un mosaico di esperienze personali e collettive, che dalle specificità di un paesaggio – calabrese, ma di tanti Sud – ci racconta la complessa stratificazione antropologica, politica ed ambientale del nostro paese, tra il 1964 e i giorni nostri.

Insieme allegoriche ed evasive, documentarie o messe in scena, le immagini, raccolte in numerosi viaggi attraverso l’Autostrada A3 da Salerno a Reggio, percorrono quest’arco temporale attraverso sequenze indipendenti dove fotografie, oggetti, documenti e filmati d’archivio diventano voci di una storia collettiva, di un noi immaginario: in quarta persona.

Filippo Menichetti nasce a Firenze nel 1986. Nel 2009, dopo la laurea in Psicologia a La Sapienza di Roma, decide di abbracciare completamente la fotografia. Dopo un anno di viaggi tra gli USA, l’Europa e l’Asia, frequenta un Master in Fotogiornalismo e Reportage alla Scuola Romana di Fotografia a Roma.

Si avvicina alla fotografia in largo formato con un progetto sui panorami urbani (Ostia, 2010), in cui punta lo sguardo verso le interazioni che intercorrono tra l’uomo e l’ambiente. Ha collaborato con il fotografo documentarista Giuseppe Moccia, per la realizzazione di A Third Landscape?, ricerca sull’abbandono delle infrastrutture sciistiche nel Nord Italia. Nel 2012 fonda il collettivo PanAut con altri autori provenienti dalla Danish School of Media and Journalism dalla quale si è laureati con What Remains- Meditations on a Landscape, prodotto sulla costa Ovest della Danimarca. Nel tardo 2013 si trasferisce a Napoli, dove vive e lavora.

Martin Errichiello è un autore visuale nato a Napoli nel 1987. Sin dal 2008, persegue un’indagine libera e personale sul linguaggio visivo nei divcersi media. Nel 2010 si laurea in fotografia e comunicazione visiva al CFP Bauer di Milano. Partecipando anche ad un tirocinio con l’artista Raffella Mariniello. Egli è fondatore, fotografo e scrittore della rivista Subbart, auto-pubblicata mensilmente, dove tratta di reportage, arti rbane e racconta le storie di artisti emergenti. Ha collaborato a progetti editoriali con cooperative sociali e con studi multimediali nella produzione di audiovisivi, come DoP e aiuto regista ( Mubeio Studio, Kaos Prod., Royal College of Art).

Dal 2011 inizia una ricerca con l’antropologa Carlotta Napolitano, dalla cui collaborazione nascono diversi progetti. Nel 2012 è stato selezionato per il corso Visual Storytelling alla Danish School of Media ( presenziando a lezioni tenute da Antoine D’Agata, Kent Klich, Nina Korhonen), luogo in cui fonda il Collettivo Panaut.

Basato a Napoli, lavora come regista freelance per diverse compagnie di produzione cinematografica.